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Cefalea ed alimentazione

Cefalea ed alimentazione - Michele Grassi - Neurologo

La cefalea è condizionata dal tipo di alimentazione? Sono i cibi che causano i miei attacchi emicranici?

Diamo qualche riposta!

Cibi nemici

In primo luogo c'è l'alcool: superalcolici, vino rosso (anche se molti sono più sensibili al vino bianco), birre ad elevata gradazione. L'alcool è un potente vasodilatatore ed i soggetti emicranici sono molto sensibili a tutte le sostanze che tendano a dilatare i loro vasi cerebrali già particolarmente predisposti a farlo.

Ma tra i nemici figurano anche formaggi stagionati, frutta secca, cibi della cucina cinese (ricchi di glutammato monosodico), cioccolato. E secondo alcuni, gli agrumi.

Per vino rosso, formaggi stagionati e cioccolato la sostanza scatenante sembra essere la tiramina, presente in discreta quantità in questi alimenti.

Il consiglio è quello di limitarsi nella assunzione di questi cibi. Ma attenzione a non esagerare! Una dieta varia è raccomandabile a tutti. Evitiamo di far sentire il paziente con mal di testa ancora più limitato aggiungendo diete rigorose. Sembra più ragionevole consigliare al paziente di evitare gli eccessi di questi cibi. La moderazione sembra più opportuna dell'astinenza.

 

E i cibi consigliati?

Forse quelli ad alto contenuto di vitamina B2 e coenzima Q10, sostanze importanti nella prevenzione dell'emicrania. Ma dovremmo assumerne enormi quantità. E' invece consigliabile a volte l'uso del caffè. Questo è ben noto a chi soffra di emicrania o di una bizzarra forma di mal di testa solo notturno ( cefalea ipnica ) che trovano in una tazza di caffè un buon rimedio per il proprio mal di testa. Ricorda però che l'eccesso di caffè può avere effetti opposti!

 

Eccessi a tavola

E’ meglio che il paziente con mal di testa abbia una alimentazione regolare in tutti i sensi. Questo non vuol dire solo limitarsi in taluni cibi con possibile effetto scatenante ma anche evitare i pasti troppo abbondanti o, al contrario, il digiuno. Sarebbe importante rispettare l’orario dei pasti, anche se è spesso difficile da attuare nella vita che abitualmente conduciamo.

 

Obesità ed emicrania

L’aumento di peso fa peggiorare l’emicrania. E’ quanto emerge da uno studio condotto da Bigal su oltre 30.000 individui negli Usa. Il 75% dei pazienti obesi soffre di mal di testa ed esiste un legame tra obesità e sviluppo di cefalea cronica. Gli autori americani dimostrano che l’aumento dell’indice di massa corporea causa un aumento della frequenza e della severità degli attacchi anche negli emicranici, aumentandone la disabilità. Il meccanismo sembra essere quello del il rilascio di sostanze vasodilatatrici (come il CGRP) e pro-infiammatorie (come la IL-6 ed il TNFα) da parte delle cellule adipose che induce un peggioramento nel paziente già emicranico.

Il peso corporeo è da sempre un possibile problema per il paziente emicranico. Ad esempio, la maggior parte delle cure per la prevenzione dell’emicrania possono provocarne un aumento. Non solo. Nel caso in cui sia presente anche ansia e depressione, patologie non di rado associate all’emicrania, l’appetito ed il peso possono aumentare anche per l’effetto della terapie specifiche per questi disturbi. Lo studio di Bigal sottolinea quindi pertanto un altro problema, finora sconosciuto, del soggetto in sovrappeso: il fatto cioè che l’obesità non solo mette a rischio la salute sotto il profilo cardiovascolare ma può anche peggiorare la qualità della vita del paziente dal punto di visto della disabilità emicranica.

Nella scelta delle terapie preventive dell’emicrania il medico dovrà pertanto prestare attenzione al peso corporeo del paziente per evitare indesiderati aumenti ponderali che rappresenterebbero, paradossalmente, un fattore di peggioramento dell’emicrania.

 (fonte: miscoppialatesta.it)

 

 

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