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Domande ricorrenti

Domande ricorrenti - Michele Grassi - Neurologo

Ecco un elenco di domande che costantemente vengono poste al medico specialista neurologo riguardo la cefalea.


Dove si può fare una diagnosi di cefalea 

Una corretta diagnosi del tipo di cefalea che ci opprime può essere effettuata a più livelli. È importante soprattutto la figura del Medico di famiglia, che può fare lui stesso una diagnosi, quando la situazione non sia particolarmente complessa, oppure che stabilisce come e quando inviare il paziente all'attenzione dello specialista Neurologo o del "superspecialista" del Centro Cefalee. 


Emicrania con aura 

L'emicrania con aura è una forma di cefalea primaria e come tale benigna in quanto non attribuita ad alcuna condizione patologica, la cui caratteristica è l'aura, un insieme di sintomi neurologici che si sviluppa prima o all'inizio del mal di testa, della durata variabile da 5 a 60 minuti. È caratterizzata soprattutto da sintomi visivi che possono essere “ positivi”, come flash luminosi, immagini geometriche scintillanti (figure a forma stellata, zig-zag, forme a ferro di cavallo, etc.); oppure “negativi” rappresentati da una perdita parziale o totale del campo visivo; oppure da una distorsione delle immagini. Al sintomo visivo possono seguire disturbi sensitivi, per lo più a tipo punture di spillo (parestesie) o come sensazione di mancanza di sensibilità (ipoestesia), che si diffondono lentamente dalle punta delle dita sino a poco sopra al gomito e fino alla regione peri-orale dallo stesso lato del disturbo visivo e controlateralmente alla sede del mal di testa. Più raramente si possono associare un disturbo del linguaggio come la difficoltà ad esprimersi (afasia) o ad articolare la parola (disartria). Segue la fase dolorosa dell'attacco caratterizzata da una cefalea che presenta le stesse caratteristiche dell'emicrania senz'aura, cioè di intensità medio-forte, unilaterale, pulsante della durata variabile tra le 4 e le 72 ore, che si può aggravarsi con l'attività fisica e associarsi a fastidio alla luce (fotofobia) e ai suoni (fotofobia), con nausea e/o vomito.


La cefalea del week-end 

La cefalea che si presenta solo durante i week-end (we) è un'evenienza che viene riferita sia in chi presenta un'emicrania, sia in chi non ne soffre. Gli attacchi di mal di testa possono essere scatenati non solo dallo stress o eventi emotivi negativi, ma strano a dirsi, anche dal relax dei giorni festivi o dal rilassamento dopo una settimana di prolungato e intenso lavoro, così come da forti emozioni positive. Non è da trascurare la ridotta o ritardata assunzione di caffeina rispetto ai giorni lavorativi, come avviene tipicamente nei we; si può manifestare una “crisi di astinenza”, che ha tra gli effetti lo scatenamento di un attacco di emicrania. Ma il ruolo più importante viene giocato dal cambiamento della routine quotidiana, da una modificazione ai cicli acquisisti nel tempo, ai ritmi biologici: ci si alza più tardi, si va dormire più tardi, si fa una cena più abbondante del solito o si assume più vino o superalcolici con amici, condizionando una mal digestione o un cattivo sonno notturno che sfocia in malumore il giorno dopo, fattori che costituiscono un trigger importante allo scatenamento di mal di testa.


Cefalea e ciclo mestruale 

Nella maggior parte delle donne che soffrono di emicrania gli attacchi di mal di testa si presentano o alcuni giorni prima o durante o subito dopo il ciclo mestruale (periodo perimestruale). L'odierna classificazione identifica a questo proposito tre tipi di cefalea: l'"emicrania mestruale pura" in cui gli attacchi si manifestano sempre e solo nella finestra perimestruale in almeno 2 su 3 cicli mestruali; l'”emicrania correlata alle mestruazioni” quando gli attacchi si manifestano nel periodo perimestruale, ma anche in altri momenti, e l'”emicrania da contraccettivi orali” in cui gli attacchi sono presenti esclusivamente entro i 5 giorni dalla sospensione dell'ultima pillola. In tutte e tre le situazioni il mal di testa è più invalidante del solito in quanto è più duraturo (> 72 ore), più forte, più resistente alla terapia. Le fluttuazioni ormonali che si manifestano tra un ciclo e l'altro vengono considerate tra i fattori più importanti nello scatenamento di un attacco emicranico. 

Diverse sono le strategie terapeutiche; in particolare per l'emicrania mestruale pura, in presenza di un ciclo regolare, è consigliabile una “mini-profilassi”, intesa come l'assunzione 5-6 giorni prima del ciclo e per tutta la durata dello stesso di un analgesico non steroideo (solitamente il Naprossene) oppure di un triptano, in particolare il Frovatriptan. 


La cefalea da cervicale 

Riguardo la cefalea e i rapporti con la colonna cervicale l'odierna Classificazione Internazionale delle Cefalee descrive una forma di mal di testa associata ad una malattia o lesione cervicale in cui la spondilosi o le osteocondriti non sono accettate come cause valide per generare un mal di testa. Ma una tensione o una contrattura muscolare dovute a diverse problematiche, tra le quali attualmente una delle più riportate è una prolungata postura errata dei muscoli del collo, spalle e capo dopo molte ore trascorse al computer o alla guida (in coda per andare al lavoro o rientrare a casa) può generare una cefalea con caratteristiche di tipo muscolo tensivo. Questo tipo di mal di testa che affligge circa il 60% degli italiani può assumere un andamento episodico, ma anche molto frequente o quasi quotidiano. Anche lo stress o uno stato d'ansia possono generare una tensione o contrattura muscolare ai muscoli del collo, causa di mal di testa. Si può intervenire con una terapia non farmacologica, quale ad esempio la pressione locale sulla sede del dolore, esercizi di respirazione, tecniche di rilassamento muscolare, yoga, shatzu, agopuntura, etc, che aiutano a ridurre la tensione e quindi l'intensità e la frequenza del mal di testa; la fisioterapia attiva è altrettanto efficace: più gli esercizi sono intensi, migliore è la mobilità del collo e maggiore è il beneficio.


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