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La Cefalea è Donna

La Cefalea è Donna - Michele Grassi - Neurologo
La maggior parte delle cefalee sono più comuni nel sesso femminile. 

La maggior parte delle cefalee sono più comuni nel sesso femminile. In particolare, si può dire che l’emicrania è una malattia della donna perchè a partire dal menarca (prima mestruazione) e durante il periodo fertile si osserva una netta prevalenza nel sesso femminile (18%) rispetto a quello maschile (6%) per il ruolo determinante giocato dagli ormoni femminili sui meccanismi che generano la cefalea. Le variazioni ormonali che caratterizzano vari momenti della vita di una donna, come il ciclo mestruale, la gravidanza, la menopausa o l’uso di prodotti a base di ormoni possono influenzare in senso negativo il mal di testa. Anche se ogni donna emicranica può presentare un diverso rapporto tra variazioni ormonali e cefalea, è molto comune che l’emicrania che inizia con il menarca assumerà una periodicità mestruale e sarà influenzata favorevolmente dalla gravidanza e dalla menopausa.


Ciclo mestruale

 Si riconoscono dal punto di vista clinico tre forme emicraniche collegate al ciclo,distinte tra loro:


Emicrania mestruale pura:
 gli attacchi di mal di testa compaiono sempre e solo 3 giorni prima a 5 giorni dopo il ciclo mestruale e sono assenti tra un ciclo e l’altro o durante il ciclo mestruale


Emicrania correlata alle mestruazioni:
 gli attacchi di mal di testa compaiono con la cadenza delle mestruazioni, ma anche in altri momenti;


Emicrania da contraccettivi orali:
 attacchi di mal di testa si manifestano esclusivamente nella settimana di sospensione della pillola. Il 60% delle donne presenta la seconda forma, mentre solo una piccola percentuale (8-10%) presenta un’emicrania mestruale pura. Gli attacchi mestruali sono più forti e di maggiore durata con sintomi di accompagnamento imponenti rispetto agli attacchi di emicrania non in relazione al ciclo mestruale.


Gravidanza
 

Durante la gravidanza in una discreta percentuale di donne (50-70%) l’emicrania migliora o addirittura scompare, per la mancanza delle fluttuazioni di estrogeni che si mantengono a livelli elevati e costanti durante il secondo e terzo trimestre. Questo succede per l’emicrania senza aura. Al contrario, un’emicrania con aura può comparire per la prima volta o peggiorare in gravidanza.

Menopausa

In genere le donne presentano nel periodo pre-menopausa un peggioramento della frequenza e dell’intensità della loro emicrania. Al contrario i due terzi delle donne notano un miglioramento e alcune la completa regressione della loro emicrania con la menopausa (assenza spontanea del ciclo mestruale). La menopausa porta a un grosso cambiamento nella vita di una donna per il manifestarsi di una serie di sintomi (vampate, depressione, ansia, panico, irritabilità, calo del  desiderio sessuale, secchezza vaginale, incontinenza urinaria, dolori ossei e muscolari, cefalea) oppure all’insorgenza di nuove malattie (osteoporosi, ipertensione arteriosa). Questi fattori possono peggiorare la qualità di vita della donna e a volte anche la sua cefalea. Per tali motivi, a molte donne viene raccomandata la terapia sostitutiva, soprattutto se la menopausa è precoce. Va detto però che la terapia ormonale sostitutiva può a sua volta causare un aumento di frequenza e durata degli attacchi emicranici (questo effetto negativo sembra meno evidente con l’uso di cerotti).


I contraccettivi orali

Il mal di testa è un effetto collaterale che si osserva spesso nelle donne che fanno uso della pillola. Alcune donne riferiscono infatti che l’assunzione della pillola ha determinato un aumento della frequenza dei loro attacchi di emicrania; in alcuni casi si assiste ad una “concentrazione” dell’emicrania nei giorni di sospensione; in altri casi, donne che non soffrivano di cefalea sviluppano i loro primi attacchi (a volte anche con aura) solo dopo avere iniziato la pillola. Bisogna ricordare che la combinazione di aura, uso del contraccettivo e altri fattori (fumo, ipertensione, diabete, alti livelli di colesterolo, anomalie ereditarie della coagulazione, malattie cardiache) può aumentare i rischi di malattie vascolari (infarto, ictus). Quindi l’impiego della pillola va sempre valutato con attenzione nelle donne che soffrono di emicrania, soprattutto di emicrania con aura.

 

(estratto da Volume informativo realizzato nel contesto di PROGETTO CEFALEE LOMBARDIA)