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Nuovo neuromodulatore nella profilassi dell'emicrania

Nuovo neuromodulatore nella profilassi dell'emicrania - Michele Grassi - Neurologo

(Silberstein SD et al. Cephalalgia. 2009 Nov;29 Suppl 2:28-35. Cephalalgia. 2009 Nov;29 Suppl 2:17-27. Dahlöf CG, Hauge AW, Olesen J.Cephalalgia. 2009 Nov;29 Suppl 2:7-16.)

L'emicrania è una forma di cefalea primaria comune, ad andamento ricorrente, associate spesso ad elevate disabilità e costi diretti e indiretti elevati. Sfortunatamente solo una piccola percentuale tra i pazienti affetti con indicazione per un trattamento preventivo assumono farmaci di profilassi. Tra questi, gli antiepilettici ed i beta-bloccanti sono i farmaci più usati, sebbene i loro meccanismi di azione non siano ancora oggi completamente noti. Dati recenti hanno sottolineato il ruolo preminente del fenomeno di spreading depresion corticale nella genesi dell’a ura e del dolore, in cui le giunzioni neuronali-gliali svolgono verosimilmente un ruolo rilevante. Il tonabersat è al momento l'unico composto con dimostrata attività inibitoria sulle gap-junctions almeno in studi animali, capace di bloccare il fenomeno della spreading depression corticale. Nei trials preclinici e clinici finora condotti, il tonabersat appare un farmaco ben tollerato, senza effetti collaterali cardiovascolari e con un profilo farmacocinetico adeguato a giustificare una sua potenziale azione preventiva nell’emicrania. Gli studi condotti indicano che a dosi orali di 15, 25, 40 e 80 mg il tonabersat sia capace di alleviare il dolore emicranico da moderato a severo, come dimostrato in 859 emicranici arruolati in due studi (uno internazionale ed uno americano) in doppio-cieco, versus placebo e versus sumatriptan 50 mg. Nello studio internazionale, e non in quello americano, le percentuali di emicranici con sollievo dal dolore a 2 ore dalla somministrazione del farmaco (36.8% con 15 mg, 40.7% con 40 mg), con sollievo dopo 4 ore (63% con 40 mg) e con completa remissione del dolore a 4 ore (34.3% con 40 mg) sono risultate significativamente superiore a quelle nei pazienti trattai con placebo. Il farmaco è risultato ben tollerato e le vertigini e la nausea sono stati riferiti come effetti collaterali più comuni. Nessun paziente trattato ha sospeso il farmaco per effetti collaterali seri. Dal momento che si è osservato un lento assorbimento del farmaco con un intervallo temporale piuttosto lungo affinchè raggiunga la massima concentrazione plasmatica, attualmente si propone, vista la sua capacità di inibire la spreading depression, una sua possibile indicazione come farmaco di profilassi nell'emicrania.

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